Come molti sapranno (almeno spero, di questi tempi non mi sorprendo più di nulla) negli scritti di Leonardo Da Vinci si possono trovare gli studi e i progetti su numerosissime macchine, molte delle quali sono rimaste soltanto rappresentazioni su carta perchè erano talmente complesse, avanzate e all’avanguardia, che era impossibile, coi mezzi dell’epoca, sviluppare anche solo un prototipo funzionante.
Molto conosciute sono le macchine belliche e le macchine per il volo umano, ma Leonardo si occupò anche di macchine per l’allestimento di spettacoli.
Ed è proprio nel quadro di questo suo interesse/compito che Leonardo iniziò il progetto di un tamburo meccanico, progetto che è possibile vedere al foglio 836 del cosidetto Codice Atlantico.
Basandosi su questi studi, Il musicista e compositore Pietro Luca Congedo e quattro ingegneri, sono riusciti a creare Mechanical Drum, realizzazione ed evoluzione del progetto di Leonardo.
Il Tamburo (il più grande oggi esistente, di dimensioni 3.5 m d’altezza, 2.5 m di diametro e 95 cm di profondità ) viene suonato da 12 braccia meccaniche che vengono controllate, in maniera indipendente l’una dalle altre. da un software appositamente progettato che fa uso del protocollo MIDI.
Il tamburo è in esposizione al museo d’arte di Lugano. Per maggiori informazioni rimando all’articolo di MondoRaro Magazine.







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