Sono andato in edicola a chiedere se, dato il successo della fiction, era uscito l’album di figurine del “Capo dei capi”.
Premetto che non ho visto per intero la fiction, perchè sono convinto che la storia e la cronaca (in televisione e non) si possano fare solo con i documenti( e i documentari).
La fiction, a mio parere, da una visione univoca della Sicilia: la Sicilia era/é quella mostrata; non viene mostrato alcuno spiraglio che lasci intravedere una possibile visione alternativa.
Nella situazione descritta, la figura di Riina è quella di un “homo novus”, di colui che incarna perfettamente il motto “Homo faber fortunae suae”, di colui che affronta le avversità (eliminandole, letteralmente), di colui che spicca e si impone fra gli altri, di colui che domina.
Questo innesca un meccanismo di empatia, sia perchè è “naturale” la tendenza a schierarsi col più forte, sia perchè si è portati a pensare che il comportamento sia adeguato alla situazione, sfociando in un perverso senso di solidarietà verso queste figure e in estremo, nell’emulazione, soprattutto fra quelli che il clima sociale che ha fatto da sfondo all’ascesa di Riina (seppur in apparenza o in alcuni punti cambiata) lo vivono ogni giorno.
Penso che prima di mandare in onda certe cose occorra una riflessione profonda, sia sulla qualità del prodotto (non sempre ineccepibile), ma soprattutto sul significato e il messaggio che veicolano, tentando di superare lo schiavismo/ossessione degli ascolti.







mi mancano la numero 41 (quella in cui riina coltiva i pomodori) e la 41-bis (quella dove dà da mangiare alle galline)……
Da: 'ndria su 12/01/2007
alle 12:04
Da morire dal ridere. Rarissime le figurine dello Zio Vasa Vasa e dell’Eterno della Politica
Da: gorneman su 12/01/2007
alle 12:06