Tempo fa ho ricevuto, tramite un servizio praticamente uguale a ShipIt di Ubuntu, il LiveCd di OpenSolaris 2008.05, meglio conosciuto come Progetto Indiana.
Il Progetto Indiana, guidato da Ian Murdock, uno dei fondatori del progetto Debian, ha come scopo quello di rendere OpenSolaris un sistema ideale anche per il desktop.
Ma, stando alle mie impressioni, la strada è ancora lunga.
Il problema più evidente ( ma anche quello più prevedibile) è il supporto hardware un pò limitato: funzionano discretamente bene i processori AMD serie athlon64/Opteron ( la Sun commercializza(va) workstation con questa cpu), mentre per le altre piattaforme, soprattutto quelle in uso sui portatili, ci sono problemi nel riconoscimento delle politiche per il risparmio energetico. Da questo punto di vista, una mancanza secondo me “imperdonabile” è il mancato supporto per i processori SPARC prodotti dalla Sun stessa.
Altro problema è dal punto del software, o meglio dalla licenza con cui il sistema viene distribuito: la Common Development and Distribution License (CDDL) la stessa versione che adottava java prima del passaggio alla GPL, e per chi conosce la storia di questo passaggio, sa quanto la CDDL non sia ben vista.
E poi l’ubuntizzazione “forzata” (e lo dice uno che ubuntu la usa): la Sun rincorre (giustamente) il successo di ubuntu (la chiamata di Ian “papà della ubuntu-mamma” ne è forse la dimostrazione), ma il progetto sembra non avere una propria identità.E non basta l’adozione del mitico (nel senso letterale e letterario del termine) file system ZFS a dargliene.
Devo dire che la strada per creare una distribuzione Desktop-oriented di OpenSolaris la stanno percorrendo meglio è più speditamente gli altri progetti basati su OpenSolaris, soprattutto Belenix, che non il progetto Indiana. Forse la Sun avrebbe fatto meglio a dare supporto ad uno di questi due progetti già avviati, piùttosto che crearne uno da zero.










