Inserito da: gorneman | 08/10/2008

Giggi & Annina

C’era una volta, in una ridente città ai piedi di un inceneritore, ehm scusate, vulcano, un popolano di nome Giggi.
Giggi amava passare le giornate suonando i campanelli dei palazzi del suo quartiere e, nonostante un paio di volte lo avevano acchiappato e suonato come un bongo (andando pure fuori tempo con gli schiaffi e i pugni), continuava giulivo nel suo passatempo, finchè un giorno trovò nel sottoscala del suo palazzo l’attrezzatura di un certo Stevie Wonder, che avrebbe dovuto fare un concerto in città quella sera.
Giggi pensò che quella roba fosse finita li per una svista di Stevie, e allora si vendette tutto e tenne per se la tastiera. Smise definitivamente di disturbare i vicini (che nel frattempo si erano pure allenati per coordinarsi meglio la prossima volta che lo avrebbero acchiappato) e imparò a suonare qualche canzoncina con la tastiera.
E inizio a girare per i matrimoni, soprattutto quelli dei soci del circolo sportivo “Qui Morra” (la morra napoletana differisce da quella cinese per avere una regola in comune con la roulette russa, indovinate quale?!).
“Giggi, sei bravo, farai strada” gli dicevano. “Giggi, hai visto niente?” “No, ho avuto un attacco momentaneo di congiuntivite e non ho visto nulla, Don Pasquale” “Bravo Giggi, tu farai successo”. E Giggi fece successo.
Mentre Giggi faceva successo e aveva attacchi sempre più frequenti di congiuntivite momentanea, c’era una bambina di nome Annina che voleva anche lei avere successo per far morire d’invidia la sua compagna di classe Mariuccia, che era arrivata terza allo Zecchino D’oro 1991 e ancora si sparava le pose (se la tirava).
Un giorno Annina fu invitata al matrimonio del figlio di Don pasquale Quagliarullo, campione in carica di morra napoletana, e Giggi era la per suonare. Annina, appena vide Giggi, capì che quello sarebbe stato l’uomo con la quale avrebbe vissuto 5 anni della sua vita, Giggi, appena vide Annina, non capì più nulla. Nel mezzo del ricevimento, Annina si alzò dal tavolo, si avvicinò al pianoforte e insieme a Giggi cantarono, lasciandosi trascinare dalla passione, tre canzoni della tradizione: “Stairway To Heaven”, “Black Night” e “Paranoid”.
Giggi e Annina, dopo una serie di concerti trascinanti che spaccarono di brutto (Rob Halford per l’invidia si tagliò le gomme della harley e Steve Harris smise di giocare a pallone), finalmente partirono in tour, ed in quella occasione si diedero il primo bacio (il primo rapporto sessuale lo avevano avuto 3 mesi prima) a suggello del loro amore. Ma loro sapevano che questo amore sarebbe stato un amore contrastato. Ma grazie all’intervento di Don Ciccillo Scognamiglio, nuovo campione in carica di morra napoletana (che sconfisse Don Pasquale dopo un’agguerrita partità fra le strade della città) e qualche sacchetto pieno di biglietti di carta colorata filigranata, tutto si risolse.
Annina si rivolse ad un potente stregone che gli fece un incantesimo per farla apparire come un adonna di 10 anni più vecchia che chiede di farsi fare un incantesimo per apparire 5 anni più giovane, e finalmente potè andare a vivere da Giggi, e vissero tutti e tre felici e contenti.
Morale della favola: “Larga la foglia, la via è una trazzera, c’è chi rinascerà cervo a primavera”


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