In questo mondo di ladri

Apprendo dal Giornale di Sicilia che L’Università degli Studi di Palermo da quest’anno farà pagare 45€ come contributo per effettuare i test di valutazione delle conoscenze iniziali anche per i corsi ad accesso libero, gli stessi test che, fino all’anno scorso, venivano effettuati gratuitamente.

Si calcola che riuscirà a raccogliere 700/800 mila €, un bel gruzzoletto.

A mio parere questo è un perfetto esempio di casus di Furtus Legalizzatus Italiensis e l’ennesima prova che dei guai causati dai “dirigenti” a pagarne le conseguenze è sempre il cittadino/studente comune.

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Università di Palermo: è cosa nostra!

Un amico, Andrea, che saluto calorosamente, mi invia questo link.

Nonostante l’università sia stata fondata nel 1805, sembra che mantenga un’organizzazione di tipo medievale, con una suddivisione in feudi, dove le famiglie di nobili (o meglio di baroni) dettano legge, e un imperatore, che siede a Palazzo Steri, il cui potere è  direttamente legato all’appoggio delle famiglie baronali,e ciò lo rende incapace di svolgere il suo ruolo di controllore (piuttosto è lui quello “controllato”).

Cosa succede, cosa succede in università?

Durante un’esercitazione, un nostro professore ha espresso le proprie opinioni sulla scuola e sull’università italiana, parlando anche di come vanno le cose nella nostra facoltà.

A parte alcuni punti (pochi, a dir la verità) che non condivido, mi trovo d’accordo su ciò che ha detto.

Qui potete trovare il file mp3 con la registrazione del discorso.

Indovinate perchè l’ho chiamato Dinfopandora.

PISA ha fatto cadere l’Italia

Pochi giorni fa, nel programma “Le storie”, condotto da Corrado Augias ( giornalista fra i più bravi in Italia) discutevano dei risultati dei test PISA.

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